Nei primi tre secoli non esistevano formulari liturgici scritti, ma erano i sacerdoti che, con una certa creatività, formulavano le preghiere. Dal IV secolo si comincia a vedere qualche testo. Negli antichi Sacramentari confluirono sia le preghiere per la celebrazione dell’Eucaristia che quelle per l’amministrazione dei sacramenti; accanto sorsero anche i libri dei canti (Graduale) e i libri che de-scrivevano le azioni liturgiche che si dovevano compiere (Ordines). La fusione di tutto ciò, col tem-po portò alla nascita del cosiddetto Messale “plenario”. Il più conosciuto e divulgato fu quello del-la Curia romana, nel XIII secolo.
La prima edizione a stampa del Messale Romano, realizzata a Milano, risale al 1474. Era “strutturato in funzione della messa privata, letta, senza la presenza di un’assemblea” (Sirboni). Il Concilio di Trento, preoccupato da una certa confusione che si era creata nel tempo, provvide ad una nuova edizione nel 1570. Reso obbligatorio per tutta la Chiesa cattolica, ebbe il merito di rea-lizzare “un’opera di sfrondamento di infinite sovrastrutture che nel frattempo si erano introdotte” (Dianich). Infatti, “il messale del 1570 rispondeva alle particolari esigenze della Chiesa che era chiamata a salvaguardare la dottrina, soprattutto per il sacramento eucaristico e il sacerdozio mini-steriale. Da qui la necessità di purificare i diversi messali che si erano prolificati nella prima metà del secondo millennio, contenendo sovente riti e orazioni non del tutto ortodosse, talvolta persino superstiziose ed eretiche. Per questo Pio V fu costretto a imporre un unico messale, salvaguardando però quelli che avessero una tradizione superiore ai duecento anni” (Sirboni).
Nel periodo tra il Concilio di Trento (1545-1563, con interruzioni) e il Concilio Vaticano II vi furono numerose edizioni e ristampe del Messale: nel 1604 (con Clemente VIII); nel 1634 (con Urbano VIII); nel 1884 (con Leone XIII); nel 1920 (con Benedetto XV), e nel 1962, con Giovanni XXIII.
Il 4 dicembre 1963 il Concilio Vaticano II approva la Costituzione sulla liturgia Sacrosanctum Concilium; con essa si diede avvio alla riforma del Messale e degli altri libri liturgici, i cui primi frutti si ebbero nel 1970, quando, a distanza di quattro secoli esatti dal Messale riformato secondo i criteri del Concilio di Trento, fu pubblicato il Messale del Vaticano II, edito per l’autorità di Paolo VI (1).
1. La prima traduzione del Messale Romano in lingua italiana fu pubblicata nel 1973 (editio typica latina 1970).
2. La seconda traduzione italiana è del 1983 (editio typica latina 1975).
3. La terza edizione italiana (editio typica latina 2002, emendata nel 2008) è stata promulgata il 19 maggio 2019. Per la diocesi di Tortona, secondo quanto stabilito dalla Conferenza Epi-scopale Ligure, diventa obbligatoria con la prima domenica di Avvento 2020 (29 novem-bre).
“La liturgia è vita e non è un’idea da capire” (Papa Francesco).

 

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(1)  Paolo VI volle celebrare la prima Messa in lingua italiana nella parrocchia orionina di Ognissanti (Roma, quartiere Appio), il 7 marzo 1965. Cinquant’anni dopo, il 7 marzo 2015, Papa Francesco è ritornato nella parrocchia di Ognis-santi per ricordare quell’evento.